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In relazione al conto corrente bancario e al conto deposito titoli i di titolarità del de cuius, può sorgere, dopo l’apertura della successione ereditaria, il diritto dell’erede alla restituzione dei prelievi e giroconti ingiustificati.

La fattispecie frequente: prelievi e giroconti ingiustificati ad opera di figli o terzi durante la vita del titolare del rapporto bancario.

Il caso riguarda chi, per comodità o bisogno, abbia avuto il conto corrente o il conto titoli, gestito dai figli o altri terzi.

Sicché, con il decesso del titolare dei rapporti bancari spesso si scoprono prelievi o giroconti ingiustificati da parte di fratelli o sorelle, coniuge o addirittura terzi estranei.

La giurisprudenza è pacifica nel ritenere che alla fattispecie si applichi la disciplina dell’art. 1713 Cod. Civ.

E’ noto come il terzo che, senza esservi obbligato, abbia assunto la gestione di un altrui patrimonio, è tenuto, al pari di chi abbia ricevuto uno specifico incarico in tal senso, ad adempiere alle stesse obbligazioni che deriverebbero da un mandato, tra le quali, in particolare, una volta conclusa la sua attività, il dovere di rendere all’interessato (ovvero, dopo la sua morte, ai relativi eredi) il conto del suo operato” ex multis e per tutte Cass. Civ. n. 10076/2020.

Una recente giurisprudenza è tronata sulla distinzione tra prelievi o giroconti ingiustificati post mortem o effettuati durante la vita del titolare del rapporto.

La giurisprudenza ha chiarito anzitutto che per i prelievi o giroconti ingiustificati si tratta “di un’azione contrattuale di restituzione di somme che avrebbe potuto compiere lo stesso defunto, se avesse voluto o se fosse stato nelle condizioni di farlo“, così Cass. n. 8942/2024.

Sempre quest’ultima pronuncia ha ribadito che l’azione in discorso non può qualificarsi come azione di petizione ereditaria e i beni non sono beni ereditari: “la petizione di eredità non può essere esperita al fine di recuperare beni che, al momento dell’apertura della successione del de cuius, erano già fuoriusciti dal suo patrimonio e che, in ragione di ciò, non possono essere considerati quali beni ereditari”.

Sicché, sempre secondo la poc’anzi citata pronuncia, solo le somme prelevate post morte, soggiacciono all’azione di petizione ereditaria. Differentemente, secondo gli ermellini, i prelievi e i giroconti dal conto corrente della defunta avrebbero dovuto essere proposti nel caso esaminato con azione di annullamento dei negozi per vizi della volontà.

Lo Studio Legale Lambrate Informa…

Può essere sottoposto il caso concreto tramite l’apposito form per un approfondita disamina dello stesso e una verifica della fondatezza giuridica della proprio petresa.