convivenza finita: quali sorti spettano ai soldi ricevuti in costanza di rapporto?
La convivenza, o unione di fatto, è oggigiorno un fenomeno sociale diffuso.
Al pari della famiglia tradizionale, fondata sul matrimonio, la convivenza more uxorio è pure caratterizzata da doveri di natura morale e sociale da parte di ciascun convivente nei confronti dell’altro.
Sul punto, la Suprema Corte di Cassazione, ha difatti da tempo chiarito che le convivenza more uxorio (o unioni di fatto) “sono caratterizzate e permeate, durante la convivenza, da doveri di natura morale e sociale“, poiché presentato significative analogie con la famiglia fondata sul matrimonio (Cass. Civ., sez. I, 13 giugno 2023, n. 16864).
La convivenza more uxorio, specie se di lunga durata, può comportare anche esborsi economici elargiti a favore di un convivente nei confronti dell’altro..
Finita la convivenza, molti si interrogano se l’ex convivente possa richiedere i soldi spesi in favore dell’altro convivente.
Se l’elargizione di denaro fosse considerata un obbligazione naturale, ovvero nascente da doveri sociali e morali, la risposta dovrebbe essere negativa.
Diversamente, finita convivenza, nascerebbe in capo all’ex convivente che ha ottenuto dei soldi, un obbligo di restituzione.
La Giurisprudenza
Secondo la Giurisprudenza, affinché un’elargizione di denaro possa integrare la fattispecie dell’obbligazione naturale bisognerà provare
“ l’esistenza di un dovere morale o sociale in rapporto alla valutazione corrente nella società e che tale dovere sia stato spontaneamente adempiuto con una prestazione avente carattere di proporzionalità e adeguatezza in relazione a tutte le circostanze del caso” (Cass. Civ. 1 luglio 2021 n. 18721).
Per contro, se le prestazioni svolte dal convivente more uxorio nei confronti dell’altro:
1) esulano dal mero adempimento delle obbligazioni nascenti dal rapporto di convivenza;
2) oppure travalicano i limiti di proporzionalità e di adeguatezza
sarà possibile richiedere la restituzione in sede giudiziaria, secondo la fattispecie dell’ingiustificato arricchimento.
Sul punto, di recente la Giurisprudenza di Legittimità ha difatti precisato che:
“ci si deve domandare se- avuto riguardo alla specificità del caso concreto (vale a dire attraverso un attendo esame di tutti gli elementi fattuali), osservato in rapporto alla valutazione corrente nella società, possa dirsi sussistente e meritevole di tutela, anche nel periodo successivo alla cessazione della convivenza more uxorio, un dovere sociale o morale di solidarietà di un individuo nei confronti dell’altro” (Cass. Civ. n. 28 del 2 gennaio 2025).
Il Consiglio dell’Avvocato
Gli Avvocati Alessandra Giordano ed Elena Laura Bini precisano che “la corretta qualificazione giuridica dell’elargizione di denaro disposta dal partner in costanza di convivenza, deve essere oggetto di una approfondita valutazione, con riguardo alle circostanze presenti nel caso concreto. Questo perché, come visto, non tutte le prestazioni ricevute in costanza di convivenza devono essere restituite. Chi riceve una richiesta di restituzione del denaro elargito dal convivente potrà resistere se prova che l’elargizione è avvenuta in adempimento di un dovere morale o sociale, spontaneamente, e che era proporzionale ed adeguata in relazione alle capacità economico -sociale dell’ex convivente”.
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