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Cosa significa aver ricevuto una contestazione per aver emesso o incassato un assegno senza la clausola di trasferibilità?

Questa è una delle prime domande che viene rivolta da chi ha ricevuto nella cassetta della posta una comunicazione da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

Per il cittadino una comunicazione di siffatta portata è di fatto fonte di preoccupazione.

La prima informazione che viene quindi fornita al cittadino è che si tratta di un procedimento di natura amministrativa.

Nella comunicazione ricevuta il Ministero dell’Economia e delle Finanze contesta l’addebito ovvero riferisce al cittadino che ha violato le disposizioni di Legge perchè ha emesso o incassato un assegno privo della clausola di trasferibilità (c.d. NON TRASFERIBILE).

Cosa fare una volta ricevuta la comunicazione?

E’ possibile depositare le deduzioni difensive nelle quali si chiede al Ministero dell’Economia e delle Finanze di applicare la sanzione nel minimo edittale.

Una volta comminata la sanzione, il cittadino può godere di un’ulteriore riduzione.

La riduzione prevista dalla Legge è pari ad un terzo della sanzione comminata.

Sanzione per assegno trasferibile: si può ridurre?

La riduzione della sanzione è possibile ottenerla depositando un’istanza nel termine di trenta giorni dalla notifica del decreto sanzionatorio.

Il Consiglio dell’Avvocato

L’avv. Elena Laura Bini precisa che “presentando debite deduzioni difensive e l’istanza di riduzione della sanzione, il cittadino può godere di un’importante riduzione dell’esborso economico”. E’ importante però che il procedimento amministrativo venga seguito da professionisti conoscitori della peculiare materia.

Lo Studio Legale Lambrate informa

Gli avvocati dello Studio Legale Lambrate operano su tutto il territorio nazionale e sono, quindi, a disposizione per una preliminare valutazione della fondatezza delle Vostre pretese.

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