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L’accaparramento dell’eredità è circonvenzione di incapace? Non sempre. L’accaparramento dell’eredità è un termine che descrive in senso non tecnico la condotta di chi beneficia del patrimonio ereditario a discapito degli altri eredi.

Se la condotta di accaparramento si realizza attraverso inganni, manipolazioni o pressioni psicologiche, al fine di indurre una persona (spesso anziana o vulnerabile) a testare a proprio favore, escludendo o limitando i diritti degli altri eredi, potrebbe profilarsi il reato di circonvenzione di incapace ex art. articolo 643 del Codice Penale.

Alle volte però l’accaparramento dell’eredità da parte di un erede avviene per concessione e volontà del proprio caro deceduto. Ovviamente, in tal caso, non potrà profilarsi l’ipotesi di circonvenzione di incapace. Nel caso di accaparramento dell’eredità per volontà del defunto è possibile riequilibrare le porzioni ereditarie con le azioni successorie (azione di riduzione e collazione).

Quali sono i segnali di allarme in caso di circonvenzione di incapace?

La persona attenzionata può essere un soggetto con un indebolimento delle facoltà mentale dovuto all’età, a una malattia o a una forte depressione e, quindi, non necessariamente una persona interdetta.

L’accaparratore si insinua generalmente nella vita della vittima, isolandola dai familiari e convincendola che lui sia l’unico di cui potersi fidare.

La vittima può compiere atti che le arrecano un danno patrimoniale (es. firma una donazione, cambia il testamento, cointesta un conto corrente o concede ipoteca sui suoi beni immobili).

L’accaparramento può seguire uno schema preciso progressivo, a cui bisogna prestare molta attenzione.

Quali tutele in caso di circonvenzione di incapace possono attuarsi in vita?

Sempre dal punto di vista giuridico, fintanto che il proprio caro è ancora in vita, è possibile tutelarlo per il tramite dell’istituto giuridico dell’amministrazione di sostegno.

L’amministrazione di sostegno è lo strumento più efficace. Un giudice nomina un amministratore che monitori le spese e la gestione del patrimonio, limitando la possibilità che il “circonvenitore” depauperi e prosciughi il patrimonio del proprio caro.

Quali tutele possono attuarsi in caso di accaparramento dell’eredità?

Dopo la morte del de cuius, gli eredi possono impugnare il testamento dimostrando che il defunto, al momento della firma, era incapace di intendere e di volere o che è stato vittima di dolo (inganno).

Valutata approfonditamente la situazione è possibile presentare una denuncia/querela per il reato di circonvenzione di incapace.

E se il proprio caro ha testato?

Post mortem sarà poi possibile per l’erede valutare di esperire un’azione volta ad impugnare il testamento. L’azione è esperibile e vittoriosa, previa rigorosa prova del vizio. Pertanto, la fattispecie concreta dovrà essere oggetto di un’approfondita disamina.

Lo Studio Legale Lambrate informa..

E’ possibile valutare il singolo caso concreto per comprendere la fondatezza della propria azione, contattando lo studio anche attraverso la pagina dei contatti.

Vedi anche:

incapacità di intendere e di volere

incapacità del testatore

amministrazione di sostegno