Riduzione del mantenimento al figlio

Riduzione del mantenimento al figlio quando è possibile?

Per la richiesta di riduzione del mantenimento al figlio occorre che nella sfera familiare siano intervenuti fatti nuovi, sopravvenuti alla pronucia giudiziaria con cui è stato preso il relativo provvedimento.

Sicché le situazioni da prendere in considerazione possono essere una modifica delle capacità reddituali, una modifica della situazione familiare, l’emergere di nuove necessità e così via.

Spesso il problema sorge quando il figlio diviene maggiorenne. Uno dei desideri del coniuge separato o divorziato è quello di poter conferire il mantenimento direttamente al figlio e non all’ex consorte. Tuttavia questa esigenza non è un motivo da prendere in considerazione per richiedere una modifica giudiziaria sul mantenimento al figlio.

Come si quantifica la riduzione del contributo di mantenimento al figlio?

Il valore del contributo di mantenimento è fissato, ai sensi dell’art. 337 ter, comma 4, Cod. Civ. in una misura proporzione al reddito di ciascun genitore e in relazione alle necessità e bisogni del figlio, al tenore di vita assicurato dai genitori ai tempi della convivenza, alla  permanenza del figlio presso ciascuno genitore e alle  risorse economiche dei genitori.

Si può chiedere una riduzione del mantenimento al figlio, se questo è stabilito in un importo eccessivo in relazione alle esigenze dei figli?

Recentemente una pronuncia giudiziaria (Cassazione civile, Prima Sezione, sentenza del 28 gennaio 2021, n. 2020) ha affrontato il delicato tema del contributo di mantenimento in misura supriore alle reali esigenze dei figli.

In particolare, nel citato giudizio, il genitore eccepiva il fatto che il contributo di mantenimento, a cui era stato condannato, superava di gran lunga le necessità dei figli, comportando anche rischi per gli stessi.

Il genitore sosteneva infatti che i figli, godendo di un considerevole mantenimento, eccedente il loro reale bisogno, potessero non adattarsi alla loro futura e minore capacità reddituale derivante da un lavoro proprio.

La Suprema Corte ha censurato questo assunto, ritenendo che l’assegno di mantenimento ha la funzione di sostenere la cura, l’educazione e l’istruzione, di assicurare le frequentazioni e le opportunità di crescita sociale e professionale del figlio.

Nessun preguidizio dunque assicura un mantenimento di maggior valore.Non è diseducativo!

Il consiglio dell’Avvocato sul mantenimento al figlio superiore ai suoi bisogni.

Il genitore poi aveva agito, senza proporre, alternative circa l’impiego dell’importo eccedente i bisogni dei figli.

Pteva essere utile indicare un diverso impiego dell’eccedenza, anziché eliminarla del tutto.

 

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