Danno da tradimento

Molti si chiedono se esiste un danno per il tradimento del coniuge, comportando questa condotta gravissime sofferenze per il tradito.

L ’art. 143 Cod. Civ., che prescrive per i coniugi l’obbligo reciproco di fedeltà, non fonda propriamente il diritto del coniuge incolpevole ad essere tutelato.

In pratica, non ad ogni tradimento consegue il diritto del coniuge fedele ad essere risarcito.

Il tradimento, infatti, nella gran maggioranza dei casi comporta semmai l’addebito della separazione dei coniugi.

Per l’effetto dell’addebito, il coniuge colpevole perderà sin dalla separazione i diritti successori e non avrà diritto al mantenimento.

Quando allora è possibile parlare di danno da tradimento?

Gli Ermellini hanno anche di recente  precisato, con la pronuncia n. 16740 del 6 agosto 2020, che il danno da tradimento è configurabile sole se la condotta che ha comportato l’addebito della separazione integri un illecito censurabile ai sensi dell’art. 2043 Cod. Civ.

Cosa devo provare per il riconoscimento del danno da tradimento?

Anzitutto, bisogna provare l’an, ossia la condotta del coniuge fedifrago, il tradimento in sé.

Molto spesso per raccogliere prove del tradimento ci si avvale di un’investigazione privata, specialmente se ci sono solo dei sospetti e non si hanno altre prove.

Orbene,  le fotografie che mostrano il marito o la moglie in un atteggiamento di intimità con altri sono prove del tradimento e possono essere poste a fondamento di una richiesta risarcitoria.

Alla prova del fatto in sé, il tradimento, occorre però aggiungere anche prova del proprio danno.

In effetti, il mero dispiacere non è risarcibile, in quanto è ritenuto dal nostro ordinamento come uno stato tollerabile.

Occorrerà dimostrare allora un patimento psicofisico, accertato da documentazione medica, che abbia comportato una compromissione della propria salute.

Il Consiglio dell’Avvocato

Gli Avv.ti dello Studio Legale Lambrate avvertono che, oltre alla compromissione del diritto alla salute, pure la compromissione dell’onore e della dignità possono dar luogo a un diritto al risarcimento. La prova tuttavia in questo caso può essere più ardua.


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