Il tampone per contenere la pandemia

Fare il tampone Covid-19 è anche un dovere civico. Chi sospetta di avere sintomi compatibili deve fare il tampone Covid-19 e poi isolarsi al proprio domicilio, onde contribuire ad arginare la pandemia.

Il dovere civico di fare il tampone Covid-19…

Siamo stati costretti a stare per mesi tra le mura domestiche, a tutt’oggi c’è chi muore, chi è ricoverato in terapia intensiva, chi ha perso il lavoro o l’attività, chi è stato gravato da denunce e multe per aver trasgredito, tanto a causa del fatto che la pandemia sta facendo il suo corso.

La situazione va arginata con la partecipazione di tutti, con la responsabilità di tutti.

Oggi le regole previste nell’ambito scolastico, per esempio, prevedono che se un genitore di un alunno risulti essere positivo al tampone Covid-19, genitore, alunno e altri membri della famiglia vengano posti in isolamento domiciliare, senza obbligo per i parenti conviventi del positivo di fare il tampone Covid-19.

Nel frattempo, la classe della scuola dove l’alunno è stato fino al giorno prima di scoprire la positività del genitore, continuerà a vivere indisturbato tra gli altri cittadini, senza sapere se è stato contagiato oppure no.

Infatti, le regole oggi prevedono che questo alunno possa non fare il tampone e che possa farlo solo al termine dell’isolamento domiciliare, del resto necessario per poter rientrare in classe.

Di fronte a queste regole, alcuni più scrupolosi vanno anche a pagamento a fare il tampone Covid-19 e comunicano alla collettività l’esito, altri invece si trincerano dietro alla regolamentazione in materia, animati dallo spirito di evitare al proprio figlio questo terribile “trauma” del tampone (che trauma non è).

La situazione è davvero complessa, in alcuni casi, la mancata adozione di provvedimenti contingibili può comportare la verifica dei presupposti di responsabilità  penale e civile (esiste ad esempio il c.d.  reato di epidemia) per l’Ente e per il singolo.

Il diritto alla salute

A tanto si aggiunge il fatto che il diritto alla salute è un diritto costituzionalmente sancito da una norma di rango costituzionale: è fonte primaria del diritto. Pertanto, norme di rango inferiore non potrebbe compromettere una norma di rango costituzionale.

Ad ogni buon conto, basterebbe che di fronte alle lacune legislative, come quella relativa alla regolamentazione sul figlio di genitore positivo, il buon senso civico del cittadino prevalga.

L’Avv. Alessandra Giordano precisa che lo scopo di questo articolo è quello di sensibilizzare tutti noi in un momento particolarmente difficile ad adottare comportamenti di salvaguardia dell’intera collettività, affinché il senso civico non rimanga solo lettera morta.

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