L’adozione di maggiorenne comporta la revoca dell’obbligo di mantenimento del genitore? Chi adotta un maggiorenne si assume l’obbligo di mantenimento?

L’istituto dell’adozione di maggiorenne

L’adozione di maggiorenne è un istituto giuridico che consente di adottare una persona che ha almeno diciotto anni.

L’adottato con l’adozione di maggiorenne acquisisce il diritto di anteporre il cognome dell’adottante al proprio. Oltre a ciò, l’adottato acquisisce il diritto a succedere all’adottante nella stessa posizione dei figli legittimi ed il diritto a percepire gli alimenti.

L’adozione non muta diritti e doveri dell’adottato verso la famiglia di origine e non produce effetti verso i parenti dell’adottante e verso quelli dell’adottato.

L’adottante deve contribuire al mantenimento dell’adottato maggiorenne?

L’adottante non ha un obbligo giuridico di contribuire al mantenimento dell’adottato maggiorenne. Non c’è alcuna norma che sancisce tale obbligo. L’art. 436 Cod. Civ., infatti, sancisce il solo obbligo di versare gli alimenti che è un obbligo più limitato rispetto all’obbligo di mantenimento. Il diritto agli alimenti, poi, presuppone che l’adottato versi in uno stato di bisogno.

L’adozione di maggiorenne determina la cessazione dell’obbligo di mantenimento del genitore?

Come sopra ricordato, l’adozione di maggiorenne non fa cessare i diritti ed i doveri verso la famiglia d’origine.

L’art. 300 Cod. Civ., infatti, chiarisce che l’adottato conserva tutti i diritti e i doveri verso la sua famiglia di origine, salve le eccezioni stabilite dalla legge.

Ciò significa che il genitore di colui che è stato adottato è comunque tenuto al mantenimento.

L’obbligo di contribuire al mantenimento dei figli maggiorenni, dunque, non cessa automaticamente per il solo fatto che sia sopravvenuta la loro adozione.

L’adozione di maggiorenne incide sulla misura dell’assegno di mantenimento.

Il Giudice chiamato a decidere in un giudizio di revisione dell’assegno di mantenimento deve, infatti, tener conto dell’intervenuta adozione del maggiorenne. Si tratterebbe, infatti, di un fatto nuovo e sopravvenuto che potrebbe legittimare la revisione delle condizioni di mantenimento stabilite negli accordi di separazione o divorzio.

La Suprema Corte di Cassazione, infatti, ha precisato che “laddove l’adottato maggiorenne si trovi stabilmente inserito nel contesto familiare creatosi per effetto del matrimonio contratto da sua madre con l’adottante, il quale, benchè non obbligato giuridicamente, comunque provveda continuativamente, e non solo occasionalmente, anche alle sue esigenze e necessità quotidiane, si è in presenza di una circostanza fattuale che, ove sopravvenuta rispetto agli accordi già esistenti tra i suoi genitori circa il suo mantenimento, non può essere sottratta all’esame del giudice eventualmente adito da uno di essi con domanda di revisione delle condizioni di quel mantenimento”(Cassazione civile, sez. III, sentenza 27 marzo 2020, n. 7555).

Il principio di diritto

Alla luce di ciò, la Suprema Corte di Cassazione ha annunciato il seguente principio di diritto:

In tema di revisione delle condizioni economiche del divorzio riguardanti l’obbligo di mantenimento di figli maggiorenni, non autosufficienti, degli ex coniugi, la sopravvenuta adozione di quei figli effettuata dal nuovo marito della madre, da cui derivi il loro stabile inserimento nel contesto familiare creatosi per effetto del nuovo matrimonio contratto da quest’ultima, costituisce circostanza fattuale da valutarsi, ai fini della modificazione, o meno, della sola entità di tale mantenimento, dal giudice adito ai sensi della L. n. 878 del 1970, art. 9, ove risulti che l’adottante, benchè privo del corrispondente obbligo giuridico, comunque provveda continuativamente, e non solo occasionalmente, anche alle esigenze e necessità quotidiane degli adottati” (Cassazione civile, sez. III, sentenza 27 marzo 2020, n. 7555).


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