L’immobile trasferito in sede di crisi coniugale a titolo di mantenimento dell’ex coniuge o del figlio è un atto sicuro?

L’accordo di separazione può contenere atti di trasferimento di beni mobili o immobili a favore dell’ex coniuge.

L’immobile trasferito con l’accordo di separazione può essere revocato?

Si. Come precisato dalla giurisprudenza, sono soggetti a revocatoria

anche gli atti aventi un profondo valore etico e morale, come quello con cui il debitore, per adempiere il proprio obbligo di mantenimento nei confronti dei figli e del coniuge, abbia trasferito a quest’ultimo, a seguito della separazione, la proprietà di un bene (Cassazione n. 15603/2005).

Sul punto, la Suprema Corte di Cassazione ha chiarito che l’azione revocatoria

non trova ostacolo nè nell’avvenuta omologazione dell’accordo di separazione, cui resta estranea la funzione di tutela dei terzi creditori e che, comunque, lascia inalterata la natura negoziale della pattuizione; nè nella pretesa inscindibilità di tale pattuizione dal complesso delle altre condizioni della separazione; nè nella circostanza che il trasferimento immobiliare sia stato pattuito in funzione solutoria dell’obbligo di mantenimento del coniuge economicamente più debole o di contribuzione al mantenimento del figlio, venendo nella specie in contestazione, non già la sussistenza dell’obbligo in sè, di fonte legale, ma le concrete modalità di assolvimento del medesimo, frutto di una scelta convenzionale delle parti“.

Ne consegue che il creditore di un coniuge può esperire l’azione revocatoria nei riguardi dell’atto di trasferimento del bene effettuato nell’accordo di separazione.

Cosa significa esperire l’azione revocatoria?

L’azione revocatoria è un’azione concessa al creditore per salvaguardare l’integrità del patrimonio del suo debitore, minata da un atto di disposizione patrimoniale.

L’azione revocatoria ha l’effetto di rendere inefficace nei confronti del creditore che l’ha esperita l’atto di trasferimento del bene.

Una volta ottenuta la sentenza che accoglie la domanda in revocatoria, il creditore potrà promuovere nei confronti dell’ex coniuge che ha ricevuto il bene, azioni conservative ed esecutive sul bene in questione.

L’immobile trasferito può essere revocato anche dal curatore fallimentare?

Si. In caso di fallimento, il curatore fallimentare nominato potrà esperire l’azione revocatoria fallimentare sull’immobile trasferito all’ex coniuge con l’accordo di separazione.

I principi sopra esposti, infatti, valgono tanto nell’ipotesi in cui il negozio traslativo pregiudichi le ragioni creditorie in sede di azione individuale quanto in sede di azione concorsuale.


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