Ciascuno ha diritto ha disporre dei suoi beni per il tempo in cui avrà cessato di vivere, senza però intaccare le quote riservate dalla Legge a determinati congiunti, titolari, nel caso di lesione, dell’azione di riduzione e del conseguente diritto alla reintegrazione della quota ereditaria lesa.

Cosa fare in caso di lesione della quota ereditaria?

Se il de cuius, con disposizioni testamentarie e/o donazioni, ha leso i suoi congiunti più stretti, quest’ultimi potranno esperire l’azione di riduzione e così chiedere la reintegrazione della quota ereditaria lesa.

Con un vittoriosa azione di riduzione, l’erede legittimario avrà diritto alla reintegrazione della quota di eredità lesa da disposizioni testamentarie e/o donazioni eccessive rispetto al patrimonio di cui poteva disporre il testatore.

In linea di principio, la riduzione dovrebbe avvenire, anzitutto, a carico delle disposizioni testamentarie, le quali si diminuiscono proporzionalmente.

Successivamente, se i lasciti testamentari non siano sufficienti per reintegrare la quota ereditaria lesa si potrà passare alle donazioni ex art. 555 Cod. Civ., le quali dovrebbero essere ridotte a partire dall’ultima e via via risalendo alle anteriori ex art. 559 Cod. Civ..

Sicché se l’azione di riduzione è accolta, il beneficiario della disposizione lesiva e/o il donatario deve restituire materialmente il bene ricevuto, unitamente ai frutti prodotti (Cass. Civ., Sezione Seconda, 18 marzo 1961, n. 613).

Se ciò non sia possibile, la reintegrazione della quota ereditaria lesa può essere disposta per equivalente monetario, con riconoscimento degli interessi (Cass. Civ., Sez. Seconda, 5 giugno 2000, n. 7478 in Giur It., 2000, 9).

Il consiglio dell’Avvocato in caso di lesione della quota ereditaria…

L’Avv. Alessandra Giordano dello Studio Legale Lambrate avverte che è necessario esperire prima della proposizione dell’azione di riduzione un tentativo stragiudiziale per la risoluzione del conflitto ereditario.

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