Il defunto, con disposizioni testamentarie o con donazioni effettuate in vita, anche di denaro, può ledere la quota di legittima destinata per legge ad alcuni congiunti (ad esempio, la moglie e i figli).

La casistica…

E’ il caso, ad esempio, in cui il de cuius abbia attribuito in vita ad uno solo dei propri figli, e a discapito degli altri, una somma di denaro con uno o più bonifici bancari.

E’ pure il caso in cui il genitore defunto abbia acquistato con proprio denaro un immobile ad un figlio, disponendo verso quest’ultimo in più rispetto a quello che la Legge consente.

E’ il caso anche di chi, essendo cointestatario del conto corrente insieme al de cuius, si sia attribuito somme di denaro da detto rapporto bancario di titolarità però del solo defunto.

E’ il caso inoltre di una disposizione testamentaria che attribuisca più beni ad un figlio  ledendo la quota di riserva prestabilita dalla Legge per gli altri.

In tutti questi casi, il beneficiario potrà essere chiamato a conferire al patrimonio ereditario quanto percepito in più dal testatore e a rentegrare la quota di legittima lesa e spettante per Legge a taluni soggetti.

Cosa si intende per lesione della quota di legittima?

La lesione della quota di legittima si realizza allorquando vi sia una differenza tra quanto l’erede legittimario dovrebbe percepire per Legge dall’eredità e quanto, alla luce delle disposizionidel de cuius, per testamento e/o per donazione, gli spetterebbe in concreto.

Come si calcola la quota di legittima?

Per determinare nel patrimonio ereditario l’ammontare della quota di legittima, occorre calcolare il valore dei beni relitti, depurato dei debiti ereditari ed integrato dai beni di cui il defunto abbia disposto a titolo di donazione.

Sul risultato di tale conteggio si calcolerà la quota di legittima, nella misura indicata dalla Legge.

Se dal predetto calcolo dovesse derivare una lesione della quota di  legittima, il legittimario ha diritto a conseguire la reintegrazione della quota riservatagli dalla Legge.

Come si integra la quota di Legittima?

Il soggetto leso nella sua quota di legittima potrà agire in giudizio con l’azione di riduzione. Quest’azione giudiziaria è produttiva, in caso di vittoria, della reintegrazione della quota ereditaria lesa.

In pratica, l’integrazione della quota di legittima dovrebbe avvenire in natura e, se ciò non sia possibile, l’integrazione della quota può venir realizzata anche per equivalente, con conferimento in denaro della differenza tra quanto ricevuto e quanto dovuto per Legge (così Cass. Civ. n. 7478/2000).

Lo Studio Legale Lambrate informa…

Lo Studio Legale Lambrate informa che sta già operando su casi aventi ad oggetto l’argomento de quo ed è, quindi, a disposizione per  una preliminare valutazione della fondatezza delle Vostre pretese.

Tutti coloro che ritengano di aver subito pregiudizio potranno rivolgere la loro richiesta all’indirizzo e-mail info@studiolegalelambrate.it o al numero di telefono 02.39562550.

Le richieste verranno esaminate dagli Avvocati, che forniranno riscontro nel più breve tempo possibile.

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