Anzitutto, è bene sapere che per cambiare sesso è necessario esperire un procedimento di rettificazione dell’attribuzione di sesso in Tribunale.

Non è un percorso affatto semplice ma è la strada per riacquistare una propria serenità emotiva.

A chi devo rivolgere la domanda di rettificazione dell’attribuzione di sesso?

In particolare, la domanda di rettificazione dell’attribuzione di sesso deve essere rivolta al Tribunale del luogo in cui risiede il soggetto interessato.

L’atto di citazione deve essere notificato al coniuge e ai figli del soggetto interessato, qualora esistenti, e deve essere notificato al Pubblico Ministero presso il Tribunale competente.

Cosa deve verificare il giudice?

Al giudice quindi spetta il compito di verificare che il soggetto abbia compiuto un serio ed irreversibile percorso di cambiamento della propria identità sessuale. Per fare ciò, il giudice si avvale della consulenza qualificata di psicologici e psichiatri.

Cosa posso chiedere nel giudizio?

Nell’atto introduttivo del giudizio l’attore può richiedere che venga disposta la rettificazione dell’attribuzione di sesso unitamente alla autorizzazione al trattamento chirurgico di adeguamento dei caratteri sessuali primari.

Diversamente, qualora l’attore non voglia sottoporsi ad intervento chirurgico, lo stesso potrà richiedere solo la rettificazione dell’attribuzione di sesso.

Questo secondo scenario è possibile perché la Giurisprudenza ha ritenuto non necessaria la preventiva sottoposizione a trattamento chirurgico al fine di ottenere la rettificazione dell’attribuzione di sesso.

La recentissima pronuncia del Tribunale di Milano

Sul punto, a conferma di quanto detto, il Tribunale di Milano, in una recentissima pronuncia del 13 febbraio 2019 ha infatti disposto la rettificazione dell’atto di nascita dell’attore (nata donna) sebbene l’attore non si fosse ancora sottoposto ad intervento chirurgico, del quale chiedeva peraltro l’autorizzazione in quella sede.

Nel caso oggetto della citata pronuncia, infatti, il collegio meneghino aveva rilevato che l’attore aveva fornito un adeguato riscontro circa la compiutezza del suo percorso di transizione da femminile a maschile, nonché della sua serietà definitività e irreversibilità che l’ha portata ad acquisire una nuova e compiuta identità di genere. Tanto, a prescindere dal fatto che la stessa non si era sottoposta ancora a trattamento chirurgico di adeguamento dei caratteri primari, del quale, comunque, chiedeva l’autorizzazione in quella sede.

L’accoglimento dell’istanza di rettificazione dell’attribuzione di sesso

Proprio la compiutezza della nuova identità personale raggiunta, accertata dal tribunale meneghino, aveva determinato l’accoglimento della richiesta di rettificazione dell’attribuzione di sesso e dell’autorizzazione al trattamento chirurgico (che, lo si ribadisce, non costituisce prius indefettibile per la dichiarazione di rettificazione dell’attribuzione di sesso).

L’annotazione nel registro dello stato civile

Qualora il Tribunale ritenga fondata l’azione proposta dispone la rettificazione dell’atto di nascita dell’attore e di procedersi alle conseguenti annotazioni nel registro dello stato civile precisando che il nome acquisito alla nascita deve essere modificato nel nome scelto e che laddove è scritto il sesso biologico deve essere scritto il nuovo sesso acquisito.


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