La scoperta della paternità naturale e il desiderio di affermazione della nuova realtà…

Sembrano storie da film, eppure succede anche nella realtà…

Non sono pochi i casi di chi si trova, anche del tutto casualmente,  nella condizione di scoprire che quello che si era da sempre ritenuto il proprio padre biologico, sposato con la propria madre, in realtà non lo è.

In tale circostanza, non con poca fatica si scopre del tutto casualmente che il proprio padre biologico è un altro.

Come fare dunque a tramutare la realtà di fatto in quella giuridica e sociale?

Orbene, sia che il nuovo e vecchio genitore siano d’accordo sia che non lo siano, in caso di figli riconosciuti all’interno di un matrimonio, bisogna intraprendere due strade successive.

La normativa prevede due azioni giudiziarie: i) quella volta al disconoscimento della paternità ex art. 243 – bis Cod. Civ.; ii) quella volta all’accertamento della paternità naturale ex art. 269 Cod. Civ.

Secondo la giurisprudenza di legittimità, tra queste due azioni sussiste un nesso di pregiudizialità, pertanto, la causa volta all’accertamento di paternità va effettuata successivamente a quella volta al disconoscimento della paternità (e se già intrapresa il Giudice la deve sospendere in attesa della pronuncia sul primo giudizio).

In pratica, il giudizio nel quale viene disconosciuto il padre “illegittimo” e, per l’effetto, viene rimosso lo status di figlio legittimo sarebbe pregiudiziale rispetto a quello col quale viene rivendicata un’altra paternità (da ultimo, Cass. Civ., Sesta Sezione, ordinanza n. 17392 del 3 luglio 2018).

Il giudizio di disconoscimento della paternità costituirebbe un antecedente logico – giuridico rispetto a quello dell’accertamento della paternità naturale.

In effetti, nessuno potrebbe essere figlio legittimo di due padri!

L’Avv. Alessandra Giordano dello Studio Legale Lambrate precisa: “è possibile l’accertamento della paternità, anche nel caso sia deceduto il presunto padre, convenendo in giudizio gli eredi dello stesso”.

Come fondare la propria domanda?

In caso di conflitto tra le parti, può essere opportuno agire in giudizio con un corredo probatorio, che fondi la propria domanda, in tali casi lo Studio Legale Lambrate si avvale della consulenza di un investigatore privato Francesco Finanzon, che da anni svolge tale attività.

 

 

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