Un argomento di grande discussione tra gli ex coniugi è relativo alla gestione del mantenimento dei figli: il coniuge obbligato, infatti, spesso obietta all’altro una gestione impropria del denaro versato per il figlio.

Questo genere di discussioni sono particolarmente frequenti quando il figlio è maggiorenne, in quanto il coniuge non convivente si convince di poterlo versare al figlio.

Molto spesso,  in effetti, il genitore, separato o divorziato, ha interesse a voler corrispondere  il contributo di mantenimento direttamente al  figlio  maggiorenne non ancora economicamente autosufficiente, sottraendolo cosi alla gestione dell’ex coniuge.

Nella gran parte dei casi questa necessità nasce appunto dalla volontà del genitore obbligato di sottrarre la gestione del contributo di mantenimento all’ex coniuge, assicurandosi così che l’intero importo venga utilizzato per le esigenze del figlio e non per altro.

Il consiglio dell’Avvocato

L’Avv. Alessandra Giordano evidenzia in merito che: “attualmente non è possibile versare il contributo di mantenimento al figlio maggiorenne, in assenza di una richiesta del figlio”.

In questo caso, infatti, c’è una anomalia. Se è vero che la legittimazione ad agire spetterebbe in linea teorica al solo figlio maggiorenne, è altrettanto vero che la Giurisprudenza ammette l’anomalia, concedendo anche al genitore convivente col figlio il diritto di richiedere e vedersi versato il contributo di mantenimento.

In pratica:

  1. il figlio è titolare del diritto al mantenimento;
  2. il genitore convivente è, invece, titolare del diritto di ricevere il contributo di mantenimento fino a quando il figlio non effettui una specifica istanza, volta ad ottenere la corresponsione diretta.

Da ultimo, così ha statuito la Suprema Corte, con ordinanza n. 18008 del 9 luglio 2018.

Tanto, trova giustificazione nel fatto che il genitore convivente è colui che poi materialmente deve gestire le spese del figlio, avendolo collocato presso di sé.

In definitiva, il genitore non convivente non può al momento vantare alcuna autonomia di scelta del soggetto nei cui confronti adempiere, ex coniuge o figlio.

Pertanto, in assenza di una corretta gestione del contributo di mantenimento solo il figlio maggiorenne potrà intervenire: questo, infatti, potrà tutelarsi, richiedendo espressamente che il contributo di mantenimento gli venga versato direttamente.

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