L’ospedale è corresponsabile dei danni occorsi a seguito di sinistro stradale per le mancate o inesatte cure prestate al danneggiato che ha subito l’incidente.

Questo è quanto stabilito da una recentissima sentenza della Suprema Corte di Cassazione (Cass. Civ. sent n. 28656 del 30 novembre 2017) nella quale i Giudici di Legittimità hanno affermato che se l’evento dannoso (ovvero l’aggravamento delle condizioni di salute del paziente – danneggiato) è causato sia dal sinistro stradale occorso sia dal comportamento dei medici intervenuti a prestare soccorso al paziente – danneggiato, allora entrambi i soggetti, quindi l’ospedale e il responsabile civile del sinistro stradale, saranno chiamati a risarcire i danni patiti.

La vicenda

In particolare, la vicenda oggetto della citata pronuncia riguardava un sinistro stradale che ha visto coinvolti un motociclista investito da un automobilista e condotto presso una struttura ospedaliera per le cure del caso. I sanitari intervenuti, negligentemente, hanno però omesso di effettuare un’indagine diagnostica (nella specie una TAC encefalica di controllo postoperatorio, prevista dal relativo protocollo) dalla quale sarebbe emersa l’esistenza di lesioni cerebrali.

Tali lesioni cerebrali, poi, se correttamente curate, molto probabilmente non avrebbero provocato l’ulteriore danno patito dal paziente – danneggiato ovvero un ascesso cerebrale, rimosso solo con successivo intervento chirurgico.

La condotta omissiva dei sanitari

Secondo gli Ermellini, quindi, la condotta omissiva dei sanitari ha contribuito, secondo la regola della causalità materiale, in concorso con la condotta dell’automobilista (responsabile civile del sinistro stradale), ad aggravare le condizioni di salute del paziente – danneggiato.

In questa ipotesi, infatti, l’evento dannoso, quindi il deterioramento delle condizioni di salute del paziente – danneggiato, è unico ed è stato causato sia dalla condotta dell’automobilista che ha investito il danneggiato sia dalla condotta dei sanitari dell’ospedale che, omettendo di effettuare i dovuti controlli, non sono intervenuti per tempo a limitare l’infezione cerebrale, permettendo, di fatto, la formazione dell’ascesso cerebrale.

La responsabilità solidale

Per tale ragione, la Suprema Corte di Cassazione, con la pronuncia richiamata, ha sancito la corresponsabilità dell’automobilista e dei sanitari per i danni occorsi al paziente – danneggiato ricordando che la responsabilità solidale dei corresponsabili va intesa, alla stregua della consolidata giurisprudenza formatasi in merito all’art. 2055 Cod. Civ.,

in senso non assoluto, ma relativo, in coerenza con la funzione propria di tale istituto di rafforzare la garanzia del danneggiato”.

Pertanto, per ritenere due soggetti corresponsabili di un unico fatto lesivo (in questo caso il peggioramento delle condizioni di salute del paziente – danneggiato) è necessario e sufficiente

che tutte le singole azioni od omissioni abbiano concorso in modo efficiente a produrlo, alla luce dei principi che regolano il nesso di causalità ed il concorso di più cause efficienti nella produzione dei danni (patrimoniali e non) da risarcire“.


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