L’esdebitazione è un procedimento che consente di liberare il fallito dai debiti che sono rimasti insoddisfatti dopo la chiusura del fallimento.

Attraverso l’esdebitazione i debiti concorsuali verranno dichiarati inesigibili. L’imprenditore onesto ma sfortunato quindi potrà riacquistare la possibilità di esercitare l’attività di impresa, senza l’atroce ghigliottina dei debiti pregressi e collegati all’esercizio di una precedente esperienza fallimentare.

Il procedimento di esdebitazione

L’esdebitazione può essere chiesta mediante il deposito di un’istanza. La predetta istanza deve essere tempestiva, ovvero deve essere presentata necessariamente entro un anno dal decreto di chiusura del fallimento. Dopo il deposito, il Tribunale espleta attività istruttoria volta a verificare l’esistenza delle condizioni per concedere il beneficio. In questa sede, vengono sentiti sia il curatore sia il comitato dei creditori. La loro audizione, infatti, è obbligatoria.
Esaurita l’istruttoria, il Tribunale in composizione Collegiale, se ricorrono i presupposti, emette un decreto contenente la dichiarazione di inesigibilità dei crediti, rendendo non più esigibili i crediti non soddisfatti integralmente nella procedura.

Avverso tale decreto, il debitore, il Pubblico Ministero, i creditori e qualunque interessato, possono proporre reclamo alla Corte di Appello nel termine perentorio di dieci giorni che decorre dalla notificazione o comunicazione del provvedimento, e in ogni caso, non oltre novanta giorni dal deposito del provvedimento in cancelleria (termine che riguarda ogni possibile interessato che non ha ricevuto la comunicazione o la notificazione del provvedimento).

I debiti abbonati

È bene precisare che non tutti i debiti sono coperti dall’esdebitazione; il decreto di accoglimento del beneficio sancisce  l’inesigibilità dei soli debiti che sono maturati in relazione all’attività di impresa.

I debiti esclusi dall’esdebitazione

Per espressa previsione normativa restano esclusi dal perimetro dell’esdebitazione le obbligazioni derivanti da rapporti estranei all’esercizio dell’impresa. Così, ad esempio, devono essere comunque corrisposti gli obblighi di mantenimento o i debiti per il risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale.
L’esdebitazione, poi, non ha effetto liberatorio nei confronti dei coobbligati e dei fideiussori del fallito e degli obbligati in via di regresso. Pertanto, i creditori possono soddisfarsi per il residuo sul patrimonio dei coobbligati e dei fideiussori, i quali, però, non possono rivalersi nei confronti del garantito e/o del coobbligato fallito esdebitato.

Il consiglio dell’Avvocato

L’avv. Elena Laura Bini precisa che “il procedimento di esdebitazione è un procedimento particolarmente complesso che richiede delle precise formalità: è essenziale che l’istanza corredata dal decreto di fissazione dell’udienza debba essere notificata a tutti i creditori che a suo tempo si erano insinuati nel fallimento; diversamente verrebbe pregiudicato il loro diritto di difesa costituzionalmente garantito“.

Lo Studio Legale Lambrate informa…

Lo Studio Legale Lambrate informa che sta già operando su casi aventi ad oggetto l’argomento de quo ed è, quindi, a disposizione per  una preliminare valutazione della fondatezza delle Vostre pretese.

Tutti gli interessati potranno rivolgere la loro richiesta all’indirizzo e-mail info@studiolegalelambrate.it o al numero di telefono 02.39562550.

Le richieste verranno esaminate dagli Avvocati, che forniranno riscontro nel più breve tempo possibile.

 

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