E’ frequente che le persone, specialmente se anziane, chiedano l’ausilio di parenti o terzi nei rapporti con la Banca, concedendo a questi delega bancaria sui conti correnti e/o conti titoli.

Da questa pratica della delega bancaria però derivano, all’apertura della successione, complesse controversie che vedono contrapposti gli eredi e i delegati per prelievi di denaro non giustificati nella misura in cui non risultino riconducibili al tenore di vita del defunto.

In effetti, alcuni prelievi di denaro possono essere ricondotti, se corredati da idonea documentazione giustificativa, ad effettive necessità di vita e di cura del correntista e, pertanto, non dovranno essere restituiti.

Gli altri prelievi non giustificati e non giustificabili, invece, dovranno essere restituiti al patrimonio ereditario, salvo non si provi l’effettiva volontà donativa del correntista limitata alla c.d. quota di disponibile (senza quindi lesione della quota di legittima attribuita necessariamente ad alcuni congiunti ex art. 536 Cod. Civ.).

In un caso analogo, che riguardava proprio la controversia tra un erede ed il delegato del conto corrente e del conto titoli del defunto, la  Cass. Civ., Seconda Sezione, con sentenza n. 408 del 14 gennaio 2010, ha infatti statuito che “perché possa ravvisarsi una donazione è necessario che chi assume di essere beneficiario della donazione, fornisca la prova della volontà del preteso donante di porre in essere un atto di liberalità. Invero, in una fattispecie per molti aspetti analoga alla presente, questa Corte ha affermato che la possibilità che costituisca donazione indiretta l’atto di cointestazione, con firma e disponibilità disgiunte, di una somma di denaro depositata presso un istituto di credito – qualora la predetta somma, all’atto della cointestazione, risulti essere appartenuta ad uno solo dei contestatari può essere qualificato come donazione indiretta solo quando sia verificata l’esistenza dell’animus donandi, consistente nell’accertamento che il proprietario del denaro non aveva, nel momento della cointestazione, altro scopo che quello della liberalità (Cass., nn.. 3499/99 e 26983/08)”.

Lo Studio Legale Lambrate, previo esame del caso concreto, effettua indagini presso le Banche ed altri Istituti di Credito, onde verificare la concreta esistenza di prelievi ingiustificati da ricondurre eventualmente al patrimonio ereditario.

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